(segue da qui)
Gesù, come “maestro” della Galilea — la Galilea delle genti — si sarebbe recato a Gerusalemme: è questo il senso di Matteo 16:21, Marco 8:31 e Luca 9:22? Ma allora, come avvenne in realtà che quel “maestro” Gesù venisse ben presto innalzato al “Signore” Gesù? E possiamo noi ancora ritenere con certezza che quel “maestro” sia realmente esistito prima del “Salvatore”? “La tradizione”, affermava già nel 1878 A. Pierson, a p. 227 del suo libro ‘Il Discorso della montagna e altri frammenti sinottici’, “secondo la quale Gesù sarebbe stato un maestro, è sorta relativamente tardi, ed è meno antica della rappresentazione di Gesù come semidio”. In ogni caso, Filone giudeo — che nacque circa vent’anni prima dell’inizio della nostra era, visitò la terra d’Israele, conobbe e discusse di Pilato, si recò a Roma nel 40 e morì intorno all’anno 50 della nostra era — Filone d’Alessandria, dunque, non dice una sola parola di un uomo chiamato Gesù appartenente ai suoi tempi, benché dica molte cose dalle quali, nella nostra immaginazione, emerge già lo gnosticismo, e sebbene nei suoi scritti si trovino le stesse idee fondamentali del cristianesimo. Egli sa (‘Sulla confusione delle lingue’ 28) di uomini che non hanno conosciuto il “Creatore e Padre” di tutte le cose, [1] e afferma egli stesso (‘Sulla creazione del mondo’ 5; ‘Sulle allegorie della Legge’ 3:24; ‘Sui cambiamenti dei nomi’ 5), insieme a Platone (Timeo 29e), che “il Padre” ha creato il mondo perché è buono. Dio, dice lui (‘Su Abramo’ 36), è benevolo e amante degli uomini, e chiama il Padre misericordioso, mansueto e compassionevole (‘Sulle maledizioni’ 9). Lui sa bene (‘Sui dieci comandamenti’ 13) che vi sono persone che denigrano la divinità, e parla anche (‘Sulla confusione delle lingue’ 1) di individui empi, sempre pronti a fare osservazioni sulle prescrizioni della Legge secondo cui hanno vissuto gli antenati; se esiste una stirpe di Set, devota e buona, esiste ugualmente una discendenza di Caino, che conduce Israele (‘Sulla discendenza di Caino’ 13-16) a false dottrine. Abele deve guardarsi (‘Sul peggiore che perseguita il migliore’ 1) da Caino, che lo sconfigge definitivamente nel conflitto. Filone, da parte sua (‘L'erede delle cose divine’ 32), si premura di osservare che Dio stesso non ha lodato la materia della sua creazione, e distingue (‘Sui sacrificanti’ 9) nell’Essere eterno tra la benevolenza, attribuita a Dio, e la severa giustizia vendicativa, attribuita al Signore; [2] non nasconde che (‘L'erede delle cose divine’ 43) il Logos conduce alla conoscenza degli opposti, alla consapevolezza che in questo mondo gli opposti si fronteggiano. Nessuno, dice lui (‘Su Abramo’ 36), si immaginava che dal cielo scendesse sulla terra una bontà pura e non contaminata, perché ciò che qui accade è un miscuglio di bene e male, sebbene prevalga il meglio; a volte (‘Sui giganti’ 1) egli mostra persino che i malvagi sono numerosi: contro la buona natura di uno, l’indole malvagia si manifesta in migliaia, e il male prevale. Perfino in Dio? Lui afferma (‘Sulle allegorie della Legge’ 3:34) che, come presso Dio vi sono riserve di bene, così vi sono anche riserve di male; e (‘Sulla migrazione di Abramo’ 11) nella vita irrequieta e confusa degli uomini, il bene è raro, anzi, persino (6:333-334 Holtze) la nostra terra è un luogo di miseria. Ma tutta questa miseria è imputabile al Padre? In Genesi 1:26 (‘Sulla creazione del mondo’ 24) emerge che Dio nella creazione non può essere pensato senza collaboratori, poiché il Padre discute con le sue potenze, che devono provvedere — come imitazione — alla formazione del mortale per la nostra anima; Filone dimostra (‘Sulla sovranità assoluta’ 1) che i rappresentanti del Padre, come sovrintendenti subordinati, sono il Sole, la Luna, i pianeti e le altre stelle. Così troviamo in lui, nella sua essenza, il primo germe dello gnosticismo — che si cela dietro il Vangelo: la distinzione tra Dio Padre e il Signore o Sovrano di questo mondo, il quale ha sulla coscienza una creazione piena di bene e di male, una creazione che può essere abolita (1 Corinzi 15:24-28). E aggiungiamo che in Filone (‘Sui giganti’ 13) si leggono anche tre tipi di uomini, di cui il primo è terrestre e solo il terzo proviene da Dio; egli (‘Sulle allegorie della Legge’ 2:21) parla di una “massa infelice”, come in 1 Corinzi 2:14 si parlerà di un “uomo infelice”, e a volte (‘Sulle allegorie della Legge’ 3:53) parla di iniziati, progrediti e “perfetti” o “maturi”, preparando così il terreno per Matteo 5:48 e 1 Corinzi 2:6. In generale, in Filone i germi dello gnosticismo e del cristianesimo sono abbondanti, al punto che la manifestazione di Gesù come Figlio di Dio viene in lui prefigurata in chiave “doceta”.
NOTE
[1] Il Vangelo (Matteo 11:27) nella versione non alterata: “Nessuno ha conosciuto il Padre se non il Figlio, né il Figlio se non il Padre, e colui al quale il Figlio lo abbia rivelato”. Perché gli ebrei si immaginano di possedere Dio, dice l’autore di 2 Clemente 2:3; il Padre della verità, afferma in 2 Clemente 3:1, l’abbiamo imparato a conoscere tramite il Cristo. Si veda anche Giovanni 8:55; 16:3 e 17:25! “Il grande sovrano”, dicevano i basilidiani, “ha creduto di essere lui soltanto Dio e che non vi fosse nulla al di sopra di lui; ecco il mistero che non è stato rivelato alle generazioni precedenti”. (Ippolito, 7:25.) Qui si allude a passi come Matteo 13:35; Romani 16:25 e Colossesi 1:26. — Cfr. tra gli altri P. W. Schmiedel a p. 49 della sua opera ‘Das vierte Evangelium gegenüber den drei ersten’ (Tubinga 1906).
[2] Il Vangelo (Matteo 19:17; Marco 10:18; Luca 18:19) nella versione non alterata: “Perché mi chiami buono? Uno solo è buono, il mio Padre nei cieli”. Plutarco, ‘Sulle contraddizioni negli stoici’ 38: “Non tutti hanno rappresentato gli dèi come buoni; vedi solo ciò che pensano degli dèi ebrei e siriani”. Cfr. qui Giovanni 8:44; Romani 4:25; 8:20; 1 Corinzi 1:8; 8:6; 15:24.28; 2 Corinzi 4:4; Galati 3:13.19; Efesini 2:2; 3:14; 4:5; 6:12; Filippesi 2:11; Colossesi 2:15.16.18; 3:17; ecc., dove emerge o traspare una distinzione tra il Padre buono di Gesù e il Signore di questo mondo, che non può essere chiamato buono, anche se non è ancora il Male in persona. Perché anche in Giovanni 8:44 sta in realtà: “voi siete del Padre del Diavolo”, con cui si confrontino Ireneo 1:5.4; 1:30.5 ed Epifanio 40:5; 45:1. La versione di Marco 10:18 (cfr. 12:29) è probabilmente sempre stata “monarchica”, cioè reazionaria; quella di Luca 18:19 ci è invece giunta falsificata.

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