mercoledì 17 dicembre 2025

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 4:11

 (segue da qui)


“Gli Egiziani”, scrive Ippolito romano (Refutatio haeresium 4:43), “hanno detto che Dio è un’unità indivisibile e che essa genera sé stessa — e che da essa tutte le cose vengono prodotte”. Anche le malvagie! “Poiché la Natura, dicevano, è composta di opposti, di bene e di male, come di destra e di sinistra, di luce e di tenebra, di notte e di giorno, di vita e di morte” (4:44). “Il Logos santo”, insegna Filone (Quaestiones rerum divinarum hereditate 43), “conduce anche alla conoscenza dei contrari”. Che il buono dio della luce, Ormazd, debba infine vincere lo spirito malvagio delle tenebre, lo insegnavano già allora i Mazdayasna (Plutarco, De Iside et Osiride 47); e lo scrittore di 1 Corinzi 7:31 afferma che la figura di questo mondo passa, affinché (secondo 1 Corinzi 15:28) Dio sia tutto in tutti. “Ecco”, si dice in modo evangelico in Barnaba 6:13, “io faccio l’ultimo come il primo!” Tra questi due poli dottrinali — tra la produzione e il ritorno — si muove originariamente il Vangelo con il suo Figlio ideale (Giovanni 16:28), come lieto annuncio simbolico (Giovanni 11:25) colmo della sapienza di giudei alessandrini, i Minim o “teosofi”, che presto si diffusero anche a Roma e altrove, e che nel vero Giosuè incarnavano la potenza e la sapienza di Dio (1 Corinzi 1:24; Luca 11:49; Matteo 23:34), così come questa era loro divenuta cosciente nelle loro allegoresi. La “sapienza” stessa non veniva predicata (1 Corinzi 1:21; 2:2.6), ma annunciata soltanto ai “perfetti”, i quali così sperimentavano la vera resurrezione e rigenerazione, senza la stoltezza di una predicazione e di un’attesa di compimento delle allora miserabili ed egoistiche speranze escatologiche. “Poiché carne e sangue non possono ereditare il Regno di Dio” (1 Corinzi 15:50); ma vi è “immortalità in comunanza con la sapienza” (Sapienza 8:17), e “il sapiente”, aveva già detto Filone, “che rispetto alla vita corruttibile sembra morto, continua a vivere secondo la vita incorruttibile”.

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