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A partire dalla metà del 2° secolo, a quanto pare, l’amministrazione della comunità romana cominciò a far confessare al catecumeno, prima del battesimo, il credo che Gesù Cristo, nostro Signore (almeno nella carne), era stato crocifisso sotto Ponzio Pilato; ma che ciò fosse allora una certezza, è tutt’altro che sicuro. E Paolo, si direbbe, non ne aveva ancora sentito parlare; da dove i nostri evangelisti di Roma abbiano tratto questa notizia resta ancora una questione aperta. Non sembra, per ora, affatto inverosimile che, per un malinteso da parte romana, si sia fatto per la prima volta il nome di Pilato, quando si udirono i teosofi gesuani raccontare che un homo ‘pilatus’ aveva inflitto tali sofferenze al loro Signore e Salvatore. Secondo un frammento del 9° secolo proveniente dal monastero di Bobbio e conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano — frammento che pretende di derivare dai commentari di Vittorino, convertito del 4° secolo, il quale avrebbe tratto le sue informazioni da tradizioni apostoliche registrate da Alessandro di Gerusalemme — Gesù Cristo sarebbe nato nell’anno 9 della nostra era, battezzato da Giovanni nel 46 e crocifisso sotto Nerone nel 58; mentre, secondo il criticismo storico eterodosso, la lettera ai Galati sarebbe già stata scritta verso il 55, o anche prima, a Efeso. La prima lettera ai Corinzi si fa risalire all’inizio del 58, in Macedonia, e quella ai Romani all’inizio del 59, a Corinto — benché, in realtà, quest’ultima non sia affatto una “lettera ai Romani”, ma piuttosto un’epistola o omelia pre-petrina e di antica origine romana, che reca i segni più evidenti di una composizione posteriore. Per il momento vediamo qui che l’antica tradizione ecclesiastica riguardo al grande fatto della crocifissione e a ciò che con esso è più direttamente connesso manca di concordanza e di solidità; si cerca invano, nel 1° secolo, testimonianze di giudei, greci o romani che possano adeguatamente corroborare i racconti a questo proposito, e tra i cristiani di Roma, nel 175 o nel 185, non si sapeva neppure con precisione quando in realtà la crocifissione fosse avvenuta “sotto Ponzio Pilato”; per le date più importanti non si disponeva di nulla di meglio che di congetture personali, e altrettanto poco si aveva nella cosiddetta comunità madre di Gerusalemme.

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