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M. Maurenbrecher ha voluto dimostrare che, secondo una concezione già precristiana, il Figlio dell’Uomo celeste doveva subire una sconfitta e morire prima della sua esaltazione nella gloria. E non senza motivo sostiene Drews, in ‘Il mito di Cristo’ (I, pag. 23), che Giosuè — o Gesù — doveva essere il nome sotto cui diverse sette giudaiche veneravano il Messia atteso. Da parte dei cosiddetti “liberali ortodossi” si può, pour le besoin de sa cause, affermare senza esitazione: “Un Gesù precristiano non è mai esistito” (Weinel, pag. 103). “Non ci è stato conservato il minimo documento a prova dell’esistenza di un eroe settario giudaico chiamato Gesù. — Il dio settario giudaico Gesù: non c’è nulla di vero in ciò” (H. von Soden, pag. 41–42). Brückner (‘Gott-Heiland’, pag. 47) non ha però trovato affatto improbabile che Gesù il Nazareno fosse stato, in origine, il Gesù di una setta precristiana. E il pastore E. Baars osserva nella Wissenschaftliche Rundschau del 1º marzo 1911: “La dimostrazione (di W. B. Smith) che esisteva già un dio di culto precristiano di nome Gesù — precisamente nella setta dei Nazareni — e che il soprannome ‘il Nazareno’, che tanto imbarazza gli interpreti, non ha nulla a che fare con una città chiamata Nazaret, ma significa ‘il Protettore’, non è stata finora confutata in modo decisivo. L’affermazione secondo cui la figura del Cristo della Nuova Alleanza — in particolare nell’Apocalisse di Giovanni, ma anche nelle lettere paoline — sarebbe del tutto, o almeno nei suoi tratti principali, indipendente da una persona storica di nome Gesù, trova progressivamente un numero crescente di sostenitori”.

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