lunedì 12 ottobre 2026

Sulla cancellazione di Cristo dalla Storia — Anche gli scritti di Paolo sono falsificazioni

 (segue da qui)


Anche gli scritti di Paolo sono falsificazioni

Negli ultimi anni, acuti studiosi tedeschi e francesi, dopo ricerche approfondite e scrupolose, sono giunti alla conclusione che dieci dei quattordici scritti di Paolo siano interamente falsificazioni. Quanto ai quattro rimanenti, per il momento non sono state trovate prove evidenti che ne dimostrino la falsità. Ciò nonostante, noi non conosciamo ancora con chiarezza neppure i dati fondamentali relativi alla persona stessa di Paolo, come la sua data di nascita e il periodo della sua attività. Renan, la cui Vita di Gesù, pubblicata nel 1863 secondo una prospettiva razionalista moderna, divenne un'opera pionieristica nella ricerca del Gesù storico liberata dalle concezioni irrazionalistiche, il professor White nella sua opera Warfare of Religion and Science, il dottor Reich nella sua Storia della civiltà, l'American Encyclopedia e altre opere ci insegnano tutti la medesima cosa. Perfino gli autori della Encyclopaedia Britannica scrivono quanto segue: «Per quanto riguarda la storia degli apostoli, disponiamo di pochissime conoscenze che possano servire come fonte, oltre a ciò che possiamo trovare nel Nuovo Testamento».

Tale è dunque la situazione, che dimostra quanto l'attuale Bibbia sia inattendibile. Se le cose stanno così, come hanno fatto questi documenti ad acquisire la posizione e l'autorità di Scritture canoniche che oggi riconosciamo loro? Se vogliamo esaminare il cristianesimo da un punto di vista scientifico, dobbiamo anzitutto cercare la risposta a questa domanda.