sabato 7 marzo 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 2:7

 (segue da qui)


“Il lettore” — dice Robertson — “rilegga attentamente la narrazione della serie di episodi così come sono presentati nella loro forma meno sofisticata, nei Vangeli di Matteo e di Marco. A partire da Matteo 26:17 o 20 si noterà che il racconto non è altro che la rappresentazione di un’azione e di un dialogo drammatico; e gli eventi si susseguono precipitosamente l’uno sull’altro, esattamente come accade in ogni dramma che non sia costruito con una particolare preoccupazione per la verosimiglianza” (Pagan Christs, 2ª edizione, pag. 197). “Per comprendere pienamente il carattere teatrale della storia evangelica, è necessario tener presente questa caratteristica compressione dell’azione nel tempo, oltre al suo contenuto puramente drammatico; il punto non è soltanto che la concentrazione degli eventi dimostra che il racconto è pura finzione, ma che essi sono compressi per una ragione, e la ragione è che sono presentati in forma drammatica” (ibid.). “Perché mai, dunque, ricorrere a quella impossibile congestione dell’azione — quell’ammassarsi del tradimento e del processo in una sola notte? Non giova affatto al racconto come narrazione da leggere; al contrario, lo rende così inverosimile che solo l’ottusità della riverenza può impedire a chiunque di riconoscerne la falsità. La soluzione è immediata e decisiva, quando si comprende che ciò che stiamo leggendo è la mera trascrizione di un dramma misterico, costruito secondo il principio dell’unità di tempo” (pag. 203). “Il modo stesso in cui la trascrizione è fatta conserva fortunatamente per noi la conoscenza del fatto che, in origine, essa era appunto una rappresentazione scenica. E se supponiamo che essa sia sorta in un ambiente pagano — diciamo ad Alessandria — sul nucleo dell’eucaristia, secondo il modello di un sacrificio effettivo nel quale un ‘Gesù Barabba’ veniva offerto annualmente, allora ci manterremo pienamente entro i limiti delle prove disponibili” (pag. 205).