giovedì 5 febbraio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:22

 (segue da qui)

Il primo a fare menzione di una corrispondenza tra Plinio e Traiano è il presbitero cartaginese Tertulliano; intorno al 200 egli parla, in un discorso apologetico non molto articolato e piuttosto brusco, con grande audacia, di una relazione ricevuta da Pilato tramite Tiberio (Apologeticum 21), di un messaggio allora inviato da quell’imperatore al Senato su Cristo, e (Apol. 5) delle sue minacce contro gli accusatori dei Cristiani — quindi di Cristo, dei Cristiani e degli accusatori dei Cristiani nell’anno 30. Ed egli afferma (Apol. 2), “noi constatiamo persino che la persecuzione contro di noi è vietata. Infatti, quando Plinio il Giovane governava la provincia di Bitinia e aveva condannato alcuni Cristiani, mentre ne aveva privati di alcune cariche, ma restava sorpreso dalla loro moltitudine, consultò l’imperatore Traiano sulla linea di condotta da seguire. Egli spiegò che, a parte la loro ostinazione nel rifiutare l’offerta sacrificale, non aveva trovato nulla rispetto ai loro riti sacri se non riunioni prima dell’alba per rendere lode a Cristo come a un dio e mantenere la disciplina tra di loro; che vietavano omicidio, adulterio, frode, infedeltà e altri crimini. Traiano gli rispose che quelle persone non dovevano essere ricercate, ma sarebbero punibili se fossero state denunciate”.