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SATURNO E IL SUO GIORNO.
UN'APPENDICE.
Come dio solare, il Bêl di Babilonia era considerato figlio del dio oceanico e dalla forma di pesce Ea (o Oannes). E i cosiddetti cristiani di Giovanni — i Mandei o teosofi della Bassa Babilonia, che non aderirono mai al cristianesimo e rimasero ostili a Gesù —, i cui dotti, come i settari menzionati in Atti 24:5, sono chiamati Nazorei, celebrano ancora oggi la Domenica, che essi dichiarano più antica del sabato ebraico. Da Babilonia, infatti, il Sole diede il nome al primo giorno della settimana, che perciò è chiamato anche da Giustino Martire (Apologia 1:67) tra l’altro ἡ τοῦ ἡλίου ἡμέρα [=“il giorno del Sole”]. A rigor di termini, esso governa del giorno la 1°, 8°, 15° e 22° ora. Se poi seguiamo, secondo la rappresentazione già esposta, la serie dei Sette muovendoci da oriente a occidente, [1] Ištar, Astarte, Afrodite governa la 23ª ora, Nabû, Hermes, Mercurio la 24ª ora del giorno, dopo la quale la 1ª ora del secondo giorno è governata dalla Luna; perciò il secondo giorno è detto Lunae dies, Lundi, Lunedì. La Luna governa del secondo giorno le ore 1ª, 8ª, 15ª e 22ª, Saturno la 23ª e Giove la 24ª; la 1ª ora del terzo giorno risulta quindi governata da Nergal, [2] Ares, Marte. Così il terzo giorno si chiama Martis dies, Martedì — in inglese Tiwesdaeg, Tuesday. Marte governa del terzo giorno le ore 1ª, 8ª, 15ª e 22ª, il Sole la 23ª e Venere la 24ª; la 1ª ora del quarto giorno è dunque sotto il dominio di Mercurio. Il quarto giorno è detto (Clemente Alessandrino, p. 744 Sylb.) ἡμέρα Ἑρμοῦ, Mercurii dies, Mercoledì — da noi ancora mercoledì o Woden’s day, il che mostra che Wôdan (Odino) all’inizio della nostra era non poteva ancora essere considerato il supremo tra gli dèi, come lo è ora. Del quarto giorno, Mercurio governa le ore 1ª, 8ª, 15ª e 22ª, la Luna la 23ª e Saturno la 24ª; la 1ª ora del quinto giorno è quindi governata da Giove. Il quinto giorno si chiama Jovis dies, Giovedì, da noi ancora giovedì — il che mostra ancora una volta che Giove era concepito dai nostri antenati come Jupiter tonans, e che il germanico Thunar, Thórr, Dunar o Donar era la figura divina che ne occupava il posto nell’immaginazione popolare. Del quinto giorno, Giove governa le ore 1ª, 8ª, 15ª e 22ª, Marte la 23ª e il Sole la 24ª; la 1ª ora del sesto giorno è quindi sotto il dominio di Venere. Il sesto giorno è detto (Clem. Alex. p. 744 Sylb.) ἡμέρα Ἀφροδίτης, Veneris dies, Venerdì, venerdì. Del sesto giorno, Venere governa le ore 1ª, 8ª, 15ª e 22ª, Mercurio la 23ª e la Luna la 24ª; la 1ª ora del settimo giorno è dunque governata da Saturno. Il settimo giorno si chiama (Giustino, Apologia 1:67) ἡμέρα κρονική, ossia giorno di Crono, Saturni dies o giorno di Saturno — [3] in francese Samedi, in latino Sabbati dies, Sabato. [4]
NOTE
[1] “Omnium autem errantium siderum meatus, interque ea Solis et Lunae, mundo contrarium agunt cursum, id est laevum, illo semper in dexteram praecipiti” [=“Tuttavia i percorsi di tutti gli astri erranti, e tra essi del Sole e della Luna, compiono un movimento contrario a quello del mondo, cioè verso sinistra, mentre quello procede sempre rapidamente verso destra”], Plinio, Storia Naturale 2:6.
[2] Secondo 2 Re 17:30, si tratta del dio della città babilonese di Kutha, come hanno confermato i testi cuneiformi. La città in questione si trovava sette ore a nord-ovest di Babilonia, e i suoi resti sono stati ritrovati sotto il tumulo di rovine chiamato Tell Ibrahim.
[3] Anglosassone “Saeternesdaeg”, antico frisone “Saternesdaeg”, antico irlandese “dia Sathairnn”.
[4] Gotico “Sabbatodags”, provenzale “Dissapte”.

