(segue da qui)
Ma che cosa vi è, dunque, di vero nel turbamento che, nel quindicesimo anno di Tiberio, sarebbe stato provocato da un trentenne Gesù di Nazaret, in Galilea e a Gerusalemme? Ecco qui la grande questione. Tacito riferisce che sotto Tiberio tutto rimase tranquillo; più tardi, nel primo libro della sua opera Contro i cristiani, l’imperatore Giuliano disse: “Provate che uno solo degli uomini illustri del tempo li abbia ricordati — questi avvenimenti si sono svolti sotto Tiberio o Claudio — e consideratemi pure un perfetto bugiardo!” Tiberio o Claudio! In effetti, mentre l’autore di Luca 3:1 (cfr. 4:19) indica il quindicesimo anno di Tiberio (29–30) come l’anno in cui, per la prima volta, la parola di Dio giunse a Giovanni il Battista, al di fuori di ciò resta tutt’altro che chiaro quando Gesù sia realmente nato e quando sia morto. Secondo Luca 3:23, egli, nell’anno 30 della nostra cronologia, aveva trent’anni; tuttavia, secondo Matteo 2:13.16, aveva già suscitato la paura di Erode, che era morto ben prima, nel primo anno della nostra era; e secondo Luca 2:2 sarebbe nato ai tempi del censimento di Quirino, cioè sette anni dopo l’inizio della nostra era. In Clemente Alessandrino (340 b Sylb.) leggiamo che, secondo i basilidiani, i quali ricevettero le loro informazioni da Alessandria, la nascita del Signore sarebbe avvenuta nel mese di maggio del 28º anno di Augusto, dunque tre anni prima dell’inizio della nostra era. Intorno al 185, Ireneo di Lione — che poteva saperlo da Roma — afferma (3:21,3) che il nostro Signore nacque intorno al 41º anno dell’impero di Augusto, cioè nell’anno 10 della nostra era, per poi aggiungere, intorno al 190, nel (§74 del) suo scritto ‘per la dimostrazione della predicazione apostolica’, che Cristo fu crocifisso sotto l’imperatore Claudio (41–54). A ciò si aggiunga che il commento a Daniele di Ippolito di Roma suppone il 2 aprile come giorno della nascita e il 25 marzo come giorno della crocifissione. Il giorno effettivo della morte non è mai stato conosciuto a Roma: come potrebbe essere altrimenti, se nel calendario ecclesiastico è mobile? La Chiesa romana pretende di conoscere il giorno in cui a Roma furono uccisi Pietro e Paolo, ma Pietro e Paolo non le hanno lasciato alcuna notizia del giorno in cui lo stesso Signore Gesù fu crocifisso. Per bocca di Gerolamo (De viris illustribus 11), la leggenda romana racconta che ai tempi di Claudio Filone d’Alessandria a Roma abbia fatto conoscenza con Simon Pietro, il capo o principe degli apostoli, il quale sarebbe giunto a Roma nel secondo anno di Claudio per sedere sulla cattedra pontificia [1] fino all’ultimo anno di Nerone (54–68), dunque ben dopo l’incendio. Epifanio (51:12) ritiene ancora di sapere che sotto l’imperatore Claudio l’apostolo Giovanni scrisse il quarto dei nostri vangeli, quando aveva già più di novant'anni.
NOTE
[1] Ci sono ragioni per sospettare che la Santa Sede di Pietro, che è ancora conservata a Roma ma non più esposta pubblicamente, la cosiddetta “sella gestatoria”, sia una sedia su cui a Roma sedeva di fatto il pater patrum dei devoti di Mitra; sembra non esserci dubbio sul fatto che abbia origine “pagana”.
