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L’idea della Trinità
Anche l’idea della Trinità, proprio come la croce, era già presente nelle religioni orientali ed è derivata dalla stessa concezione che le diverse religioni dei paesi orientali avevano fatto propria. In altre parole, si tratta della concezione secondo cui tutta la vita scaturisce dalla trinità presente nell’uomo, cioè dalla natura triplice dell’elemento maschile. Per questa ragione, anche Dio, in quanto Creatore, non poteva fare a meno di assumere una forma trinitaria.
In India, Brahma, Vishnù e Shiva costituiscono una Trinità. In Egitto, invece, Osiride, Horus e Ra formano una Trinità; inoltre, essa veniva chiamata anche Trinità composta da Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E naturalmente, anche come simbolo di queste Trinità veniva utilizzata la croce. In particolare, venivano impiegati motivi raffiguranti il fiore di loto, oppure altri disegni nei quali tre foglie spuntano da un unico stelo. In epoca successiva, il giglio, il trifoglio e il triangolo, che la Chiesa cristiana scolpì costantemente come elementi ornamentali, non sono altro che forme trasformate di questi simboli antichi. Del resto, chiunque studi i miti e le leggende delle diverse religioni dell’antichità dovrebbe aver osservato come l’idea della Trinità sia espressa ovunque.
Tuttavia, il comportamento umano consistente nel venerare la fonte della forza vitale non si limita al culto degli esseri celesti. È inevitabile che esso si rivolga anche al culto delle cose terrene. E allo stesso modo, non si limita al culto dell’elemento maschile: è inevitabile che si rivolga anche al culto dell’elemento femminile. Le religioni antiche, dunque, non si accontentarono della Trinità, ma ebbero bisogno di una quarta divinità, vale a dire una dea. A questo punto possiamo renderci nuovamente conto che anche la storia della Vergine Maria non fu affatto una creazione originale del cristianesimo.
