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Alla fine del 2° secolo non esisteva ancora un canone stabilito
In questo modo, durante il 2° secolo, la nuova religione giunse a diffondersi ampiamente in gran parte dell'Impero romano. Era però naturale che ciò che veniva proclamato nei diversi luoghi e ciò che le persone ascoltavano non fosse mai esattamente identico. Di conseguenza, seguendo il naturale corso degli eventi, dalle diverse attività di predicazione scaturirono ogni sorta di documenti e di Vangeli. Tuttavia, fatta eccezione per gli avvenimenti particolarmente importanti della vita di Cristo — soprattutto quelli relativi alla seconda venuta del Messia, il Salvatore — essi presentavano enormi divergenze. Così, verso la fine del 2° secolo, nelle diverse grandi città le Chiese possedevano ciascuna Vangeli differenti, e in ogni regione esistevano Vangeli caratteristici di quella regione. Nei paesi dell'Asia vi era quello che veniva chiamato il Vangelo orientale; nelle regioni d'Europa vi era il Vangelo occidentale; in Africa esisteva quello noto come Codex Alexandrinus.
La Encyclopaedia Britannica contiene inoltre un'affermazione di questo genere: «Nel canone stabilito da Ireneo non erano presenti il libro agli Ebrei, quello di Giuda, la lettera di Giacomo, la seconda lettera di Pietro, né la terza lettera di Giovanni. Clemente possedeva una vasta raccolta di scritti che non fanno parte dell'attuale canone. Molti degli scritti attribuiti a Paolo sono oggi considerati falsificazioni. Nel Nuovo Testamento utilizzato in Siria non erano presenti la seconda lettera di Pietro né la seconda e la terza lettera di Giovanni. In sostanza, alla fine del 2° secolo non esisteva neppure un canone riconosciuto unanimemente dai vescovi della Chiesa; e nemmeno l'autorità del concilio di Nicea era sufficiente a stabilire con certezza l'autenticità o la falsità dei numerosi documenti che erano stati tradizionalmente utilizzati. Soltanto nel 5° secolo si giunse finalmente a stabilire, nel suo complesso, il canone delle Scritture che è giunto fino ai nostri giorni».
È proprio così. A quel tempo esistevano in modo così disordinato e confuso numerosissimi cosiddetti Vangeli e altri testi sacri recanti i nomi di Cristo, degli apostoli e degli anziani che erano entrati in contatto con loro ed erano stati da essi influenzati, al punto che era persino impossibile contarli tutti. Oltre ai documenti che furono inseriti nel Nuovo Testamento e che oggi possiamo leggere, tutti gli altri furono in epoca successiva giudicati pieni di errori e falsificazioni e quindi esclusi; molti di essi andarono ormai perduti. Tuttavia, di alcuni di questi documenti è ancora possibile conoscere a malapena il titolo. Tali scritti vengono chiamati apocrifi (scritture non canoniche o testi eterodossi).
