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Verso la fine del 18° secolo, in un libro del 1791 intitolato ‘Les ruïnes, ou méditations sur les révolutions des empires’, Volney dichiarò il passo non autentico. Nel 1878 Ross arrivò addirittura a non credere affatto agli Annali, e negli ‘Annales de la faculté des lettres de Bordeaux’ (prima del 1884, n. 2) Hochart affermò di Annali 15:44 che “questo capitolo contiene nelle sue affermazioni tante difficoltà quanti sono i termini utilizzati”. In ‘Études au sujet de la persécution des Chrétiens sous Néron’ (Parigi, Leroux 1885) egli sostenne poi che il passo era interpolato nel 5° secolo, e F. Arnold, in uno studio del 1888 sulla “persecuzione dei cristiani sotto Nerone”, almeno non negò le molteplici interpolazioni. Arnold sottolinea che nessuna delle opere di Tacito ci è giunta intatta e riconosce nella prefazione che l’attendibilità del nostro passo tacitiano “è stata messa in dubbio sulle basi più rispettabili” — e che “anche eminenti filologi tedeschi hanno ritenuto che il passo in questione fosse interpolato”. In un’opera del 1890, ‘De l’authenticité des Annales et des Histoires de Tacite’, Hochart dichiarò infine entrambi i testi opera di Bracciolini, e Johannes Weiss e altri, che (pag. 86) non prendono posizione sulla “famosa ipotesi” riguardante Annali 15:44, ne trassero spunto per screditarla; chi tuttavia, come il sottoscritto, lascia da parte la conclusione definitiva di Hochart, non può negare che Annali 15:44 non possa essere citato acriticamente. “La prova contro la sua autenticità sembra schiacciante”, scrive Edwin Johnson nel 1887 a pag. 31 di ‘Antiqua Mater’, e in realtà già contemporaneamente a Ross, A. Pierson aveva ipotizzato che “qui ci troviamo di fronte a un racconto di origine cristiana” (‘Il discorso della montagna e altri frammenti sinottici’, 1878, pag. 90).
