(segue da qui)
Plinio il Giovane
I cristiani hanno citato come prova dell’esistenza storica di Cristo lo scritto che Plinio il Giovane, nipote di Plinio il Vecchio, indirizzò all’imperatore Traiano.
Anche Plinio il Giovane nacque intorno al 61 E.C. e morì nel 2° secolo. Lo scritto che indirizzò all’imperatore fu probabilmente composto intorno al 107 E.C.; in esso egli chiede all’imperatore istruzioni su come dovessero essere trattati i cristiani dell’epoca, e vi compaiono numerose volte termini come «cristiani» e «Cristo».
Taylor sostiene che nella Roma di quel tempo vi fosse una libertà religiosa estremamente ampia e che non vi fosse alcuna persecuzione dei cristiani. Anche gli scritti di Plinio il Giovane, del resto, suscitano il sospetto che possano essere stati falsificati dai cristiani di epoca posteriore. Ma anche supponendo che questa testimonianza sia stata scritta realmente da Plinio di suo pugno, l’unica cosa che possiamo ricavare da essa riguardo ai cristiani è che, all’inizio del 2° secolo, il gruppo di persone chiamate «cristiani» era diventato estremamente diffuso. Possiamo soltanto sapere che erano seguaci di una sciocca superstizione e che erano persone del tutto prive di valore, con le quali non valeva neppure la pena di discutere. Possiamo sapere soltanto che la divinità che essi veneravano aveva il nome di Cristo. Se è tutto qui ciò che possiamo concludere, non è certo qualcosa che io abbia negato fin dall’inizio.
Ma come dobbiamo interpretare il fatto che, anche leggendo e rileggendo attentamente l’opera del Plinio il Giovane di cui abbiamo parlato sopra, non si riesca a trovare neppure una sola parola, neppure una sola riga, in cui egli confermi o dimostri che Cristo sia realmente esistito?
In questo modo, la Chiesa e i cristiani, che non sono riusciti a trovare una prova certa dell’esistenza storica di Cristo neppure nelle testimonianze degli scrittori romani del 2° secolo, oltre che in quelle del 1° secolo, quale prova possono mai addurci oggi a sostegno della sua esistenza?
