sabato 31 gennaio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:17

 (segue da qui)

Ecco ancora un elemento. In una baraita — cioè in un passo apocrifo della Mishnà (Sanh. 43a) — i giudei raccontano: “Il giorno prima della Pasqua essi impiccarono Jeshua ha-Notzri. E un banditore andava davanti a lui per quaranta giorni gridando: Egli sarà lapidato, perché ha praticato la magia, ha sedotto e sviato Israele. Chiunque sappia qualcosa in suo favore, venga e lo testimoni per lui! Ma non trovarono alcuna giustificazione per lui, e lo appesero il giorno prima della Pasqua” (H. L. Strack, ‘Jesus, die Häretiker und die Christen nach den ältesten jüdischen Angaben’, Lipsia 1910, p. 18). Il Talmud babilonese (Strack, p. 32) riferisce inoltre — in Sanh. 107b e Sota 47a — che Jeschu fu allontanato con un gesto deciso da Jehoshu‘a ben Perachja; ma questo dottore della Legge era vissuto un secolo prima dell’inizio della nostra era. Chi considera che la baraita citata presuppone l’esistenza di un’autonoma giurisdizione giudaica, deve già per questo — anche senza ulteriori argomenti — escludere il Gesù dei nostri Vangeli, poiché il racconto presuppone un’epoca anteriore alla conquista romana. Un altro Jeschu, detto Jeschu ben Stada o ben Sooteda, fu catturato in un’imboscata e poi lapidato — a Lod (Lydda) al tempo del rabbino ‘Aqiba, morto nel 135, che pare già conoscesse deformazioni del Vangelo (Strack, pp. 30 e 36). Quando ‘Aqiba morì, già venti o venticinque anni prima il rabbino Samuele il Minore aveva formulato una maledizione contro i ‘Minim’ (eretici); ma questo non significa altro se non che, dopo l’inizio del 2° secolo, i giudei di tendenza “nazionalista” si erano irritati contro i giudei di orientamento “teosofico”.

Nessun commento:

Posta un commento