lunedì 26 gennaio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:12

 (segue da qui)

In realtà, sembra che Giuseppe non sapesse ancora nulla di un “Gesù di Nazaret”, proprio come non sapeva nulla di Paolo, del quale, per tutto il corso del 1° secolo, non fa menzione né un giudeo né un pagano. È quindi assai dubbio che il nostro storico — il quale non risulta informato del tumulto che intorno al 62 era stato suscitato a Gerusalemme da Paolo — abbia davvero raccontato che proprio in quei giorni un fratello carnale di Cristo Gesù, di nome Giacomo, fosse stato lapidato. Ecco infatti ciò che oggi si legge in Antichità giudaiche 20:9, 1: “Il sommo sacerdote Anania era un uomo audace e straordinariamente arrogante; apparteneva inoltre alla setta dei Sadducei, che come giudici sono più spietati degli altri giudei. [1] Ora, Anania ritenne di avere una buona occasione per agire secondo la sua indole, poiché il governatore Festo era morto e Albino non era ancora arrivato; così egli convocò un sinedrio di giudici e fece comparire davanti a loro [il fratello di Gesù, detto Cristo — di nome Giacomo — e] alcuni [altri] che accusò di trasgressione della legge, e li fece lapidare. Tuttavia anche i più onesti e i più fedeli osservanti della legge nella città disapprovarono il fatto, e mandarono di nascosto un messaggio al re (= imperatore), pregandolo di far sapere ad Anania che in futuro doveva astenersi da simili azioni, poiché già in quella circostanza aveva agito in modo scorretto”.

NOTE
[1] D. Chwolson ha constatato nel 1893 che i Farisei facevano valere la pena di morte solo de jure, ma de facto volevano abolirla, “poiché quei Farisei erano in generale contrari alla pena di morte”: ‘Das letzte Passahmahl Christi und der Tag seines Todes’, Mémoires de l'académie impériale des sciences de Saint-Pétersbourg XLI 87, 89. Cfr. ora Matteo 12:14, Marco 3:6 e altri passi!

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