lunedì 22 dicembre 2025

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 4:16

 (segue da qui)

Quando ancora Ireneo, al § 46 della sua trattazione “a dimostrazione della predicazione apostolica”, parla della dottrina dei dodici apostoli, vi risuona una tradizione più antica delle versioni contenute nei nostri racconti evangelici romani divenuti canonici, nei quali Giuda era stato trasformato dal giudaismo in traditore intenzionale della buona causa, e così il gruppo dei Dodici non era più rimasto intatto. In quelle parole riecheggia dunque una tradizione ancora alessandrina, che è stata ritrovata nel cosiddetto “vangelo di Pietro”. Per quanto inverosimile possa sembrare, il cosiddetto vangelo “egiziano” fu la prima versione di quello che poi divenne “il” Vangelo. Il siriano Numenio, di tendenze platoniche, pitagorizzanti e alessandrine (cfr. Origene, “Contro Celso” 4:51), avrebbe ancora utilizzato, nella seconda metà del 2° secolo, quella antica versione gnostica? Poiché nel suo scritto “Sul Bene (l’Essenza)” egli mostra di aver apprezzato non solo Mosè e i profeti giudaici, ma anche “la storia di Gesù”, vediamo che egli interpretò non solo i primi, ma anche la storia di Gesù come allegoria.

Nessun commento:

Posta un commento