venerdì 13 febbraio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:30

 (segue da qui)

Il primo tra i Padri della Chiesa a parlare di una persecuzione dei cristiani sotto Nerone è nuovamente Tertulliano (Apol. 5:21), il quale (ibid. 16) definisce Tacito, per la sua descrizione degli ebrei nel quinto libro delle Storie, un chiacchierone mendace, ma mostra di non conoscere ancora il passo di Annali 15:44 alla lettera. Dopo di lui, Eusebio, che (H.E. 2:25) cita il passo di Tertulliano (Apol. 5) circa la crudeltà di Nerone, non accenna però al fatto enorme in questione. Soltanto nella falsa corrispondenza tra Seneca e Paolo, nella dodicesima lettera, si trova menzione di numerosi incendi a Roma, causati — si sa bene da chi —, mentre per tali incendi si soleva bruciare innocenti ebrei e cristiani. “Christiani et Judaei quasi machinatores incendii affecti supplicio uri solent” — così si fece testimoniare Seneca, nel 65, circa trecento anni più tardi. E intorno al 403 il presbitero gallico Sulpicio Severo, il “Sallustio cristiano”, scrive: “Con nessun mezzo poté Nerone ottenere che non si credesse che l’incendio fosse stato da lui ordinato; perciò riversò l’odio sui cristiani, e contro persone innocenti furono allora inflitte le più atroci torture. Anzi, si escogitarono nuovi modi di morte: furono avvolti in pelli di animali selvatici, perché così fossero dilaniati dai cani; molti furono anche crocifissi o arsi vivi. Una moltitudine di loro, dopo il calar delle tenebre, fu data alle fiamme a guisa di illuminazione notturna” (Chron. II, cod. Vat. 824, sec. XI).

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