lunedì 5 gennaio 2026

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 5:12

 (segue da qui)

Che l’omelia pervenutaci come la seconda Lettera di Clemente si apra con l’osservazione che si deve pensare a Gesù Cristo come a un dio; che essa (2 Clemente 14:2.4; cfr. Matteo 12:32; 18:20; Pastore di Erma 9:1; Naasseni in Ippol. 5:9) chiami il Cristo lo Spirito e la Chiesa il suo corpo vivente; – che l’opera peculiare in questione (2 Clemente 14:2) costituisca del Cristo e della Chiesa una syzygia maschile-femminile, tutto ciò trova ancora una volta (cfr. Efesini 5:32) il proprio retroterra nell'antico vangelo gnostico degli Egiziani alessandrini. Filone d’Alessandria aveva concepito (De migratione Abrahami 46; De mutatione nominum 3) l’asessualità e l’immutabilità come proprie del primo e dell’ultimo uomo, dell’uomo ideale; l’uomo ideale era, secondo i Naasseni (Ippolito, 5:6), anch’egli asessuato, e secondo loro (Ippolito, 5:7) doveva essere “l'uomo nuovo”. Così, se il Maestro divino in 2 Clemente 12:2 ritiene possibile il regno celeste soltanto per un’umanità divenuta asessuata, egli insegna lì la mortificazione di sé nello stesso senso del vangelo degli Egiziani (Clemente Alessandrino, Stromati 3:9). Anzi, a giudicare da 2 Clemente 8:5, quel vangelo era ancora il vangelo per l’autore — il che fa pensare più facilmente ad Alessandria che a Roma. “Il Signore infatti dice” vi si legge nel Vangelo: Se non custodite ciò che è piccolo, chi vi darà ciò che è grande? In verità vi dico: chi è fedele nel minimo, è fedele anche nel molto”. Secondo 2 Clemente 4:5 (cfr. Matteo 7:23), il Signore ha detto: “Se siete stati raccolti presso di me nel mio seno, ma non compite i miei comandamenti, io vi scaccerò e aggiungerò: allontanatevi da me, non vi conosco, da dove venite, voi operatori d’iniquità!” – Ecco dunque ancora una volta un passo del Vangelo, secondo le “Memorie di Pietro”, “tramandate da Marco” agli Egiziani alessandrini. “Il Signore disse” inoltre: “Sarete come agnelli in mezzo ai lupi. Allora Pietro rispose dicendo: Quando dunque i lupi sbraneranno gli agnelli? E Gesù disse a Pietro: Gli agnelli, dopo la loro morte, non hanno più da temere i lupi; e voi, non temete coloro che vi uccidono e non possono farvi altro, ma temete colui che, dopo la vostra morte, ha il potere di gettare anima e corpo nel fuoco infernale!” Se si confronta con questo passo evangelico di 2 Clemente 5:2-4 i suoi echi, ripetuti senza contesto, in Matteo 10:16.28, si comprenderà che le “Memorie di Pietro” alessandrine costituiscono lo strato di fondo dei nostri vangeli.

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