mercoledì 7 gennaio 2026

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 5:14

 (segue da qui)

Riassumendo: Dietro al nostro primo, secondo e terzo vangelo — probabilmente tutti di origine romana — dietro “Pietro”, “Paolo” e “Clemente”, dietro “Barnaba”, Giustino e “Ignazio”, si cela un antecedente qualificabile come teosofia egiziana, gnosi alessandrina, giudeo-cristianesimo ellenistico, che in un racconto — detto composto dal traduttore del portavoce palestinese — era giunto ai romani come “Vangelo”, e che fu ancora in uso tra gli gnostici di Roma, quando il collegio dei capi della comunità l’ebbe già espulso come vangelo degli Egiziani. Aggiungiamo che la Chiesa, alla quale “la sapienza degli Egiziani” (cfr. Atti 7:22) aveva in tal modo dato origine, si trovava dapprima in o presso Alessandria, prima ancora che esistesse come ekklesia formalmente separata dalla Sinagoga. Nello scritto “Sulla vita contemplativa”, che Eusebio (Hist. Eccl. 2:17) attribuisce a Filone — una trattazione che può ancora risalire al 1° secolo — vengono descritti, da un probabile stoico non giudeo, dei pii gnostici precristiani, più precisamente giudeo-alessandrini, chiamati “Terapeuti”: un nome che torna alla mente quando, più tardi, Epifanio afferma che “Gesù” in ebraico significa “terapeuta”, cioè — aggiunge — medico e salvatore (o guaritore e redentore). Essi sono descritti come uomini che pregano al sorgere e al tramontare del sole (cfr. Tertulliano, Apol. 16), vivono sobriamente e vestono in modo semplice, non possiedono schiavi (cfr. Colossesi 3:11) e tengono riunioni nel settimo giorno (Ebrei 3:9; 10:25), durante le quali le donne — tra cui molte vergini anziane (cfr. Matteo 19:12; 1 Corinzi 7:9.36-38; Apocalisse 14:4) — cantano insieme (Colossesi 3:16; cfr. 1 Corinzi 14:33-35). Dopo aver cantato un inno di lode, ascoltano un discorso dell’“anziano”, che, come presidente o meglio proestos (guida del culto), interpreta le sacre scritture come allegoria misterica (Matteo 7:7); poi consumano pane con sale (Hom. Clem. 14:1) e acqua limpida (Clemente Alessandrino, Stromati 1:317c Sylb.; cfr. Romani 14:21). Filone aveva detto (De Abrahamo 46) che non il più vecchio d’età, ma l’uomo più degno era il vero “presbitero”; e i Terapeuti possiedono “presbiteri” che meritano davvero tale nome, poiché sono i più sapienti e compiutamente istruiti.

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