sabato 13 dicembre 2025

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 4:7

 (segue da qui)


Così dunque per le “Memorie di Pietro” di Alessandria, chiaramente “meno chiliastiche”. E gli gnostici che a Roma furono espulsi come “Naasseni” insegnavano: “Egli è passato dalle parti terrene inferiori della creazione all'essere eterno che sta in alto, dove non c'è né femmina né maschio, ma una nuova creazione, un uomo nuovo” (Ippolito 5:7; cfr. 2 Corinzi 5:17, Efesini 4:24, Ign. ad Eph. 20:1, Hom. Clem. 2:26.) E la Gnosi, rivolgendosi “ai Galati” (3:28), dice: “Là non c’è né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. E anche il vangelo stesso dice tuttora: “Alla resurrezione non si prende né si dà moglie” (Matteo 22:30). E in un'espressione “misterica” il Signore ha detto: “Finché non avrete reso la destra come la sinistra, e la sinistra come la destra, e l’alto come il basso, e il davanti come il dietro, non conoscerete il Regno di Dio”. Così parlano gli “apocrifi” Atti degli Apostoli, in primo luogo quelli di Pietro, presumibilmente modellati sul libro evangelico alessandrino. Infatti, l’idea dell’unità di ogni molteplicità, intesa come unione e superamento degli opposti, era propria dell’Egitto, dove permeava, tra l’altro, le triadi mitologiche di padre, madre e figlio; e che il Padre divino e il Figlio divino-umano trovino la loro unità nello Spirito, è appunto la Gnosi “rivelata e nascosta” nel Vangelo, di cui l’intellettuale alessandrino per primo ha detto: “Chi può comprendere, comprenda”. Cfr. Didaché 7:1; 1 Clemente 58:2; Ign. ad Magn. 13:1; Giustino, Apol. 1:61; Hom. Clem. 11:26; Atenagora, Suppl. 10; Ireneo, 3:17,1; Clemente, Strom. V 598 D Sylb.; Tertulliano, De Pud. 21; Adv. Prax. 31.

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