domenica 8 febbraio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:25

 (segue da qui)

Troviamo su questo punto un’informazione notevolmente diversa in Flavio Giuseppe, il quale (Antichità Giudaiche 20:7, 1) fa giungere Felice in Giudea solo dopo la destituzione e la condanna di Cumano. — Ma quanto è significativo che Tacito, non meno di Filone e di Giuseppe, non riferisca affatto ciò che nel quindicesimo anno di Tiberio accadde a Gesù di Galilea, e che ciò che egli veramente ha detto riguardo al periodo compreso tra il 29 e il 47 sia in gran parte andato perduto! Poiché la narrazione, che si interrompe nel 29, dopo due ampie lacune tra il quinto e l’undicesimo libro dei suoi Annali, viene ripresa solo nel 47. Il silenzio di Tacito in questo punto, così come quello di Giuseppe, è infatti fatale, tanto più perché anche lui è ben consapevole del messianismo caratteristico dei giudei in generale. A proposito della causa della catastrofe dell’anno 70, Giuseppe (‘Guerra Giudaica’ 6:5, 4) aveva detto: “Ma quello che maggiormente li incitò alla guerra fu un'ambigua profezia, ritrovata ugualmente nelle sacre scritture, secondo cui in quel tempo uno proveniente dal loro paese sarebbe diventato il dominatore del mondo. Questa essi la intesero come se alludesse a un loro connazionale, e molti sapienti si sbagliarono nella sua interpretazione, mentre la profezia in realtà si riferiva al dominio di Vespasiano, acclamato imperatore in Giudea. Tutto ciò sta a dimostrare che gli uomini non possono sfuggire al loro destino nemmeno se lo prevedono”. Tacito (Storie 5:13) ripete: “Valeva per i più la convinzione profonda di quanto contenuto negli antichi scritti dei sacerdoti, che proprio in quel tempo l'Oriente avrebbe mostrato la sua forza e uomini venuti dalla Giudea si sarebbero impadroniti del mondo. Questa oscura profezia annunciava Vespasiano e Tito, ma il volgo, come sempre sollecitato dalla propria attesa, incapace di fare i conti con la realtà anche nei momenti più difficili, interpretava a suo favore un destino così glorioso”. Quasi le stesse parole usa anche Svetonio (Vespasiano 4): “Tutto l'Oriente credeva, per antica e costante tradizione, che il destino riservasse il dominio del mondo a gente venuta dalla Giudea a quel tempo. Applicando a sé stessi questa profezia, che riguardava invece un generale romano, come gli eventi successivi dimostrarono, i giudei si ribellarono”.

Nessun commento: