sabato 24 gennaio 2026

LA GRANDE QUESTIONE per la Cristianità dei nostri giorni — Gesù è esistito? 1:10

 (segue da qui)


H. Zimmern, che in Zum Streit um die Christusmythe (Berlino 1910) ha presentato gli elementi principali del materiale babilonese, non sembra tuttavia disposto a eliminare semplicemente “la persona di Gesù”. H. Zimmern afferma: “Non è il nome che qui conta: esso potrebbe benissimo essere ancora non storico” (ibid., p. 4). Ma che cosa rimane, nel Vangelo pieno di miracoli, del suo protagonista, se mai il vangelo di Cristo — come lo chiamano per lo più le lettere di Paolo — non dovesse più dirsi il vangelo di Gesù? Flavio Giuseppe (‘Antichità giudaiche’ 20:5, 2) riferisce che ai tempi del censimento sotto Quirinio furono crocifissi Giacomo e Simone, figli di Giuda il Galileo, ma non fa alcuna menzione di una setta galilaica di Gesù. Paul Wernle riconosce: “Il fatto che i giudei e che Giuseppe, lo storico contemporaneo di Gesù, non accennino affatto a nulla del genere, potrebbe dare motivo a serie domande” (‘Le fonti per la vita di Gesù’ ²  1906, pp. 3-4). Nelle nostre copie di Giuseppe (Antichità 18, 3, 3) si legge, è vero, oggi: “In quel tempo visse anche Gesù, un uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo, poiché fu autore di opere meravigliose, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, e attirò a sé molti Giudei e anche molti stranieri. Questi era il Cristo. E quando Pilato, su denuncia dei notabili fra noi, lo ebbe condannato alla croce, coloro che lo avevano amato una volta non cessarono di esserlo; infatti egli apparve loro di nuovo vivo al terzo giorno, come i divini profeti avevano predetto con mille altre meraviglie riguardo a lui. E la stirpe dei Cristiani, che da lui prende nome, sussiste ancora oggi”.

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