venerdì 14 novembre 2025

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 3:1

 (segue da qui)


III

A p. 54 di un libro “sullo sviluppo della fede cattolica” afferma, nel 1905, l’ex-sacerdote Marcel Hébert, ora professore a Bruxelles: “Vi fu una gnosi giudaica prima che vi fosse una gnosi cristiana”. E in un trattato di M. Friedländer sullo “gnosticismo giudaico precristiano” (1898) si sostiene: “Se il complesso dei ricchi scritti gnostici, nel loro insieme, non fosse caduto vittima di persecuzioni accanite, anzi, se ce ne fossero rimasti soltanto alcuni frammenti, noi potremmo non solo far risalire lo gnosticismo in tutti i suoi particolari fino alla fonte alessandrina, ma anche seguirne lo sviluppo fino al suo sbocco nel cristianesimo; la grande lacuna tuttavia, che la scomparsa dell’intera letteratura gnostica ha lasciato tra il fiorire dell’alessandrinismo giudaico e la formazione del cristianesimo, rende quest’ultima quasi un enigma insolubile” (p. 122). “L’allegoresi ha comunque comportato tutte le gradazioni della liberazione nei confronti della ‘Legge’: l'orientamento ‘conservatore’, per motivi di devozione, dell’osservanza filoniana; lo svilimento delle pratiche religiose e nazionali; e infine l’abolizione della Legge. Tutti questi gradi, tuttavia, di emancipazione rispetto alla Legge, si sono poi continuati nel cristianesimo. Nella misura in cui, nel cristianesimo nascente, prevalgono le sette giudaiche ‘radicali’, la vittoria rimane pure all’antinomismo” (p. 123).

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