mercoledì 10 dicembre 2025

Gerard Bolland: IL VANGELO — Un ‘rinnovato’ tentativo di indicare l’origine del cristianesimo 4:5

 (segue da qui)


Il Vangelo ha avuto origine da Alessandria, ed è sorto ad Alessandria. Che i seguaci di Gesù siano stati chiamati per la prima volta ad Antiochia (Atti 11:26) “Cristiani” o Messianisti è possibile, anche se, con ogni probabilità, anche lì essi furono detti “Chresti” e “Chrestiani”, cioè idealisti; infatti, nelle tre occorrenze di Atti 11:26, 26:18 e 1 Pietro 4:16, il Codice Sinaitico di prima mano riporta ancora la versione “Chrestiani”. In ogni caso, il Gesù del Vangelo (Matteo 2:15) proviene dall’Egitto, e anche il primo libro evangelico — le cosiddette “Memorie di Pietro”, redatte, secondo la tradizione, da Marco — va ricercato in un “vangelo degli Egiziani”. L’ex direttore, ad esempio, dell’“Istituto cattolico” di Tolosa, Pierre Batiffol, scriveva nel 1897: “Negli ultimi tempi si è fatto molto per riabilitare due vangeli di cui non restano che pochi frammenti: il vangelo secondo gli Egiziani e il vangelo secondo gli Ebrei; ma non crediamo che si sia riusciti in ciò per il primo. Quando e dove fu redatto il vangelo secondo gli Egiziani? Non si può dirlo con precisione. Questo termine ‘degli Egiziani’ può designare i cristiani di Alessandria; di fatto, questo vangelo sembra essere circolato solo ad Alessandria e a Roma, due chiese in rapporti quotidiani. Inoltre, esso pare essere scomparso dalla circolazione alla fine del 2° secolo. Poiché Roma e Alessandria erano due chiese molto conservatrici, questo rigetto radicale del vangelo secondo gli Egiziani lascia pensare che né a Roma né ad Alessandria esso fosse mai stato solidamente accreditato e ufficialmente accolto. Secondo gli studiosi più recenti che se ne sono occupati, esso non sarebbe posteriore all’anno 130 e potrebbe risalire addirittura al 1° secolo. Per parte mia, tuttavia, faccio molta fatica ad aderire a questa opinione: i due frammenti certi che possediamo del vangelo secondo gli Egiziani attribuiscono a Gesù pensieri tanto estranei al suo insegnamento e a quello degli apostoli — sia riguardo al matrimonio, che esso maledice, sia riguardo alla metempsicosi, che esso sostiene — che non possiamo vedere in questo vangelo perduto altro che una finzione egiziana del 2° secolo, di minor valore persino del falso vangelo di san Pietro. Il caso del vangelo secondo gli Ebrei è molto diverso” (Six Leçons, 6ª ed., pp. 33–34).

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